Come per qualità e ambiente, ISO 45001 presuppone un’analisi dei rischi congiunta con quella delle opportunità per un miglioramento continuo.Questo implica un atteggiamento proattivo, che non si limiti a tenere i rischi al livello più basso realisticamente possibile, ma che cerchi in modo continuativo occasioni di ottimizzazione di processi al fine di migliorare la sicurezza complessiva del sistema.

Estensione concetto di sicurezza

 

La norma ISO 45001 adesso include nel concetto di sicurezza e di salute sul lavoro anche i rischi connessi ai comportamenti di colleghi e capi che generino stress o possano essere considerati aggressivi (stalking, aggressioni e/o minacce, avances di tipo sessuale…..). E’ importante sottolineare che il requisito di leadership che la norma attribuisce al management si estende anche a questa casistica.

Obiettivo eliminazione dei rischi

 

La nuova norma punta più all’obiettivo di eliminare i rischi piuttosto che a quello di mettersi formalmente in regola tramite redazione e pubblicazione di regole di comportamento complesse e/o aumento di dispositivi personali di sicurezza, che si prestano più facilmente a errori e dimenticanze dei lavoratori.

Comunicazione e Formazione

 

Un altro aspetto importante è la comunicazione e la formazione, che deve essere messa in atto tenendo in considerazione le caratteristiche del target, in termini di scolarità, lingua madre, sesso, eventuali handicap….

Sicurezza sull'intera catena del valore

Un aspetto molto importante e parzialmente innovativo (anche se presente nello standard relativo alla value chain, ISO 28000) è la necessità di estendere la valutazione del rischio all’intera catena del valore: fornitori, subappaltatori, rete di vendita e/o assistenza esterna.

Questo requisito implica la necessità di effettuare audit esterni, di coordinare e comunicare procedure e analisi relativi a problemi di sicurezza che si sono manifestati.

ProcessFrame: supporto informatico al risk management

ProcessFrame consente di registrare i rischi (e le opportunità) e le relative valutazioni, sulla base di indici quantitativi (ad esempio impatto potenziale e probabilità), di associare agli stessi le azioni di riduzione, di registrare l’efficacia delle azioni stesse, di registrare gli incidenti e i quasi incidenti e di analizzare statisticamente questi dati al fine di rivedere la valutazione dei rischi.

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